Università
della
Svizzera
italiana
Accademia
di architettura
Laboratorio
di Storia
delle Alpi

 
 

Libri

 

Il progressivo e accelerato invecchiamento demografico in atto nel mondo occidentale sta profondamente influenzando i modelli sociali e familiari, imponendosi come uno dei temi piu complessi e urgenti nell’agenda delle attuali politiche sociali. Allo stesso tempo, le trasformazioni in atto nelle città, sempre più invischiate nei disorganici processi di metropolizzazione e di peri-/sub-urbanizzazione, stanno generando nuove problematiche, in cui mobilità, fruibilità e sicurezza costituiscono i perni delle odierne strategie di progettazione urbanistica.
Riunendo specialisti di varie discipline (storici, demografi, geografi, sociologi, urbanisti e architetti), questo volume propone una serie di analisi sulla relazione, in perenne mutamento, tra gli anziani e la città. I saggi, dedicati a diverse realtà locali, regionali o nazionali europee, affrontano il tema della “presa a carico” degli anziani a limitata autonomia, l’aspetto architettonico e urbanistico riguardante la gestione degli spazi pubblici e l’adozione di multiformi soluzioni abitative, come pure la questione della gestione del traffico e della mobilità cittadina rispetto alle necessità della terza età.

Gli anziani e la città. (In)compatibilità,
regolazioni sociali e ambiente costruito, secoli XVI-XXI
a cura di
Luigi Lorenzetti

276 pp.
Carocci, Roma 2010
ISBN 978 88 430 5769 6

Si ritiene comunemente che le spinte emancipatrici femminili si siano imposte con maggior vigore nei luoghi contraddistinti da mercati lavorativi più sviluppati e da maggiori opportunità di impiego retribuito, mentre nei contesti periferici, caratterizzati da marginalità economica, queste spinte sarebbero state piu flebili. Il ritardo della modernizzazione di molte regioni di montagna sarebbe quindi responsabile del perdurare di una realtà femminile segnata da dipendenza e “arretratezza” sociale e culturale. Il volume si propone di analizzare in modo critico il nesso tra marginalità (economica, culturale, geografica) e discriminazione femminile, ampliando le prospettive di genere e contribuendo così al dibattito in corso da diversi anni sulle società di montagna del passato e sul loro divenire all’interno della realtà europea. I contributi abbracciano diversi contesti montani europei e prendono in esame alcuni nodi tematici quali i profili dei ruoli femminili, il loro inserimento nel mercato lavorativo e le rappresentazioni che scaturiscono dalle loro attività, delineando molteplici prospettive per lo studio del binomio genere-montagna.

Donne e lavoro.
Prospettive per una storia delle montagne europee, XVIII-XX secc.
a cura di
Nelly Valsangiacomo, Luigi Lorenzetti
422 pp.
Franco Angeli, Milano 2010

Il periodo tra la seconda meta dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento e generalmente considerato come lo spartiacque che segna lo slittamento delle Alpi verso una condizione di marginalita e di dipendenza economica rispetto al mondo urbano e industrializzato. Prendendo spunto dalla questione della modernizzazione delle aree periferiche, il volume focalizza la sua attenzione sulle traiettorie economico-territoriali di tre regioni alpine – i cantoni svizzeri del Ticino e del Vallese e la provincia di Sondrio – alla luce delle pratiche di gestione delle risorse fondiarie, lavorative o finanziarie locali e delle loro connessioni con l’economia di mercato. Attraverso un percorso comparativo, emerge che hanno beneficiato dell’in-tegrazione nell’economia di mercato le aree in cui si sono sviluppati e consolidati sistemi familiari fondati sulla pluriattivita e la diversificazione dei redditi.
 

Luigi Lorenzetti
Destini periferici. Modernizzazione,
risorse e mercati in Ticino, Valtellina e Vallese, 1850-1930
261 pp.
Forum Editrice Universitaria, Udine 2010
ISBN 978-88-8420-617-6

"Al fuoco!" L’uomo ha da sempre intessuto con il fuoco un rapporto ambivalente, sul sottile confine che separa utilità e minaccia. I testi qui raccolti – frutto di un convegno internazionale tenutosi presso l’Accademia di architettura di Mendrisio nel 2007 e promosso dal Laboratorio di Storia delle Alpi – analizzano, da varie angolature, il fenomeno dell’incendio e il suo ruolo nella strutturazione del rapporto tra società e ambiente. La pluralità degli approcci disciplinari scaturisce dalla natura stessa dell’incendio che, oltre a condensare forti e molteplici valenze simboliche, racchiude svariate implicazioni di natura politica, sociale, economica, ambientale, urbanistica e architettonica.

Al fuoco! Usi, rischi
e rappresentazioni dell’incendio
dal Medioevo al XX secolo 
Au feu! Usages, risques
et représentations de l’incendie
du Moyen Âge au XXe siècle
Es brennt! Bräuche, Risiken
und Darstellungen des Brandes
vom Mittelalter bis ins 20. Jahrhundert
a cura di
L. Lorenzetti, V. Giannò

513 pp.
Giampiero Casagrande, Lugano-Milano 2010
ISBN 978 88 7795 1984

Il volume raccoglie una serie di contributi che attraverso una prospettiva comparativa illustrano le molteplici sfaccettature che caratterizzano le pratiche familiari presso le società di montagna europee (da quelle alpine a quelle pirenaiche, balcaniche e scandinave) durante l'epoca moderna e contemporanea. Oltre ad analizzare le svariate soluzioni riguardati l'organizzazione domestica e la loro evoluzione nel corso del tempo, i contributi esaminano le logiche riguardanti i processi devolutivi e successori evidenziando i fattori che ne possono spiegare le differenze locali, regionali e sovraregionali.

Pratiques familiales et sociétés
de montagne, XVIe-XXe siècles
a cura di
Bernard Derouet, Luigi Lorenzetti,
Jon Mathieu
277 pp.
Itinera, 29, 2010
ISBN 978-3-7965-2660-2

Il lavoro di Roberto Leggero propone due ricerche strettamente legate tra di loro: la prima s’intitola "La costruzione dell’identità politica locale nelle comunità di lago e di fiume nel Basso Medioevo", e ricostruisce le dinamiche che intercorrono fra Intra, Pallanza e la Valle Intrasca. Il titolo complessivo del libro Dando eis locum idoneum, deriva proprio da un documento dei primi del XIII secolo nel quale sono parti in causa l’arcivescovo di Milano e il comune di Vercelli all’interno del complesso quadro delle lotte per l’egemonia sul Verbano che coinvolse altresì Novara e le comunità lacuali. Il secondo saggio "Comuni rurali in area montana e di fiume", indaga su altri due casi: quello di Bellinzago, come modello di comunità fluviale, e quello di Armeno, come esempio di comunità montana. La scelta può apparire inappropriata, ma è imposta dall’attuale assetto amministrativo della provincia. Del resto, una classificazione di questo genere non sarebbe parsa fuori luogo fino a poco più di un secolo fa, quando per esempio Maggiora (m 390 s.l.m.) era considerata dalla Marchesa Colombi la “montagna” di Novara.

Roberto Leggero
Dando eis locum idoneum. Identità politica delle comunità rurali del Novarese in età medievale
99 pp.
Lampi di stampa, Milano 2008
ISBN 978-88-488-0697-8


Con una grande ricchezza e varietà di approcci, il volume si propone di ricostruire l'itinerario storiografico, decisamente inquieto e originale, di uno storico "solitario" quale fu Raul Merzario e di cogliere il significato di un percorso di ricerca quanto mai innovativo, aperto come pochi altri al dialogo con le scienze sociali. Dai diversi saggi raccolti emerge con estrema evidenza il notevole contributo di Merzario allo svecchiamento della storiografia italiana e al ribaltamento di molti luoghi comuni che vedevano gli abitanti delle montagne alpine nient'altro che uomino stolti e rozzi, mossi solo dalla fame, mostrando al contrario come spesso la modernità, tanto economica che dei comportamenti demografici, se proprio non ebbe origine nelle montagne certo vi si diffuse con grande tempestività e rapidità.
Completano il volume un articolo inedito dello stesso Merzario, Tre comunità di emigranti del comprensiorio dei laghi: Nesso (Como), Mezzovico (Lugano) e Caprezzo (Maggiore) XVIII secolo, e la bibliografia completa dei sui scritti.

Dalla Sila alle Alpi.
L’itinerario storiografico di Raul Merzario
a cura di
Stefano Levati, Luigi Lorenzetti

158 pp.
FrancoAngeli, Milano 2008


Since the publication of Philippe Ariès’s book, Centuries of Childhood, in the early 1960s, there has been great interest among historians in the history of the family and the household. A central aspect of the debate relates the story of the family to implicit notions of modernization, with the rise of the nuclear family in the West as part of its economic and political success. During the past decade, however, that synthesis has begun to break down. Historians have begun to examine kinship – the way individual families are connected to each other through marriage and descent – finding that during the most dynamic period in European industrial development, class formation, and state reorganization, Europe became a “kinship hot” society. The essays in this volume explore two major transitions in kinship patterns – at the end of the Middle Ages and at the end of the eighteenth century – in an effort to reset the agenda in family history.

David Warren Sabean,
Simon Teuscher, Jon Mathieu
Kinship in Europe. Approaches
to Long-Term Development
(1300-1900)
336 pp.
Berghahn Books, New York-Oxford 2007
ISBN 978-1-84545-288-9

Qual è il ruolo, reale e simbolico, delle Alpi occidentali durante la Seconda guerra mondiale? Attorno a questo interrogativo si sono riuniti ricercatori e ricercatrici di Francia, Italia e Svizzera, al termine di un primo percorso di ricerca svolto nell’ambito del Progetto Interreg IIIA "La memoria delle Alpi". La presenza in un unico volume di contributi sui tre paesi che compongono l’arco alpino occidentale permette di evidenziare alcune peculiarità di questo territorio durante il conflitto: le Alpi come luogo di rifugio e di fuga, come "centro" ( di battaglie, di resistenza, di scambi, di produzione) e come ponte simbolico tra le nazioni europee.

Quelle est la fonction, réelle et symbolique, des Alpes occidentales pendant la Deuxième guerre mondiale ? Sur cette question, des chercheurs et des chercheuses Français, Italiens et Suisses se sont penchés, à la fin d’un premier parcours de recherche effectué dans le cadre du Projet Interreg IIIA «La Mémoire des Alpes». La présence dans un seul volume de contributions sur les trois pays qui composent la région alpine occidentale permet de mettre en évidence certaines particularités de ce territoire pendant le conflit : les Alpes comme lieu de refuge et de fuite, comme « centre » (de batailles, de résistance, d’échanges, de production) et comme pont symbolique entre les nations européennes.

Saggi di / Contributions de
Ersilia Alessandrone Perona, Adriano Bazzocco, Antonella Braga, Alberto Cavaglion, Ruggero Crivelli, Jean-William Dereymez, Jean-Claude Duclos, Anne-Marie Granet-Abisset, Claude Hauser, Christian Luchessa, Paolo Momigliano Levi, Gianni Perona, Francesca Pozzoli, Simon Roth, Nelly Valsangiacomo, Marino Viganò, Anouchka Winiger.

Le Alpi e la guerra:
funzioni e immagini
Les Alpes et la guerre:
fonctions et images
a cura di
N. Valsangiacomo
Giampiero Casagrande editore, Lugano 2007


Seit 500 Jahren werden in Europa Reliefs gebaut, doch bis heute sind diese Modelle noch nie umfassend gewürdigt worden. Das liegt daran, dass sich ihre Entstehung und Verwendung in ganz unterschiedliche kulturelle Zusammenhänge einfügen. In ihren Anfängen in den italienischen Stadtrepubliken standen Reliefs im Schnittpunkt von Militär, Kunst, Politik und Religion, im 17. Jahrhundert dienten sie absolutistischen Herrschern wie Ludwig XIV. und ihren Baumeistern zur Veranschaulichung komplexer gewordener Befestigungstechniken, im 18. Jahrhundert stand die Repräsentation ausgedehnter Landschaften im Vordergrund. Danach entdeckten die Erdwissenschaften das Relief, die Pädagogik propagierte seine Verwendung im Schulunterricht, Industrie und Tourismus nutzten es kommerziell für die Freizeitkultur. In jüngster Zeit erscheint es als virtuelles Modell in der Computertechnologie. Warum begann man in Europa damit, Reliefs zu bauen? Wie veränderten sich die Motivationen? Und wie wurden die Modelle verwendet und wahrgenommen? Diesen Fragen ging eine interdisziplinäre Tagung anhand von Fallstudien aus verschiedenen Ländern und Jahrhunderten nach. Sie Hatte das Ziel, einen Überblick über die Geschichte dieser Stadt- und Landschaftsmodelle zu gewinnen. Hier werden die Tagungsbeiträge publiziert.

Europa Miniature.
Die kulturelle Bedeutung des Reliefs,
16.-21. Jahrhundert
Il significato culturale dei rilievi plastici, XVI-XXI secolo
a cura di
A. Bürgi
235 pp.
Neue Zürcher Zeitung, Zurigo 2007